domenica 2 marzo 2008

I gruppo creativi

I gruppi creativi sono team costituiti da persone di diversa provenienza aziendale coordinati da facilitatori. Il loro obiettivo è quello di lanciare e organizzare il percorso dell'innovazione stimolando la creatività delle persone, generando nuove idee, diffondendo l'innovazione in azienda, favorendo la nascita di centri d'innovazione permanenti.

Possono svolgere il loro compito sia nel breve periodo, come una task-force creativa focalizzata su un determinato piano d'azione, che nel lungo, come veri e propri centri d'innovazione.

Il gruppo è la naturale e più efficiente dimensione del lavoro creativo, svolge una funzione di stimolo e consente di lanciarsi verso l'immaginario senza alcun pericolo.

L'inizio di una sessione creativa serve a costruire un clima di fiducia e di collaborazione.

I partecipanti imparano a condividere lo spazio e gli strumenti, cominciano a riflettere sull'obiettivo.

Una volta definito esattamente il problema su cui il gruppo dovrà lavorare inizia la vera fase di produzione. Utilizzando le tecniche creative idonee il gruppo comincia a produrre a ruota libera un gran numero di idee.
In questa fase possono essere utilizzati un brainstorming oppure altre tecniche associative oppure le tecniche analogiche o proiettive a seconda dell'obiettivo che si vuole raggiungere.

La terza fase serve ad analizzare i risultati fin qui ottenuti, classificando, valutando e selezionando le idee prodotte. Al termine di questa fase emergerà la soluzione ricercata e potranno essere definite anche le modalità operative per poterla applicare.

L'ultimo atto del gruppo creativo è il commiato, la chiusura del lavoro.
Questa "chiusura" è solo temporanea perchè il cammino della nuova idea è appena iniziato.

L'idea infatti dovrà essere fatta crescere, sviluppata, applicata, confezionata, venduta.

In questo cammino dovrà essere seguita e aiutata da un gruppo, questa volta di progetto, naturale proseguimento del primo gruppo creativo che l'ha generata.

Gianni & Davide

mercoledì 27 febbraio 2008

Creatività e Innovazione: un'alleanza vincente

Al giorno d'oggi per garantire il successo ad un'azienda, non basta più saper lavorare bene.

Certo la qualità rimane un fattore fondamentale, ma se abbandonata a se stessa, è destinata a inaridirsi e ad essere superata.

Per questo motivo mi piace parlare di qualità innovativa: una qualità di prodotto che grazie all'uso della creatività ne risulta migliorata, potenziata, nuova.

La creatività rende i nostri punti di forza diversi da quelli della concorrenza: ci dà un vantaggio, una velocità in più.

La qualità innovativa è frutto del lavoro creativo di tutta l'azienda: non è appannaggio di una cerchia di consulenti esterni, che arrivano e Vi dicono esattamente cosa dovete fare, ma del lavoro di squadra di tutte le persone coinvolte nella nostra attività.

La qualità innovativa diventa quindi un vero e proprio valore, un bene: grazie ai facilitatori le risorse aziendali possono sviluppare il prodotto e trovare nuove soluzioni attraverso la creatività.

La creatività non è una banale novità. Grazie ad essa infatti, il prodotto o l'idea assumono un nuovo significato, una nuova dimensione: vengono esaminati sotto nuovi punti di vista e da inquadrature differenti che ne danno una visione completamente diversa.

Dove trova applicazione la creatività? Qual'è la qualità innovativa che ne deriva?

Se pensiamo ai pubblicitari, la creatività permette di stupire e fare centro.

Se pensiamo ad un'azienda, la creatività permette di trovare soluzioni alternative per affrontare e vincere la concorrenza.

Per chi lavora nel mondo del design o della progettazione, permette di produrre nuove idee e soluzioni concrete nell'ambito lavorativo.

Per chi ha fatto del problem solving, la propria attività, la creatività aumenta esponenzialmente le possibilità di trovare una soluzione vincente.

Per chi lavora nella formazione, la creatività fornisce ottimi spunti per creare strumenti ed esercizi sempre più efficaci per spiegare concetti, motivare e proporre cambiamenti.

La qualità innovativa è la chiave verso il futuro.

Siete pronti ad entrare consapevolmente nel terzo millennio?

domenica 24 febbraio 2008

L'idea magica

Un'idea magica è un'idea fantastica che lascia a bocca aperta: rappresenta la soluzione ideale al nostro problema, se potesse essere realizzata.

L'idea magica è quell'idea che ci verrebbe naturale pensare se avessimo tra le mani la bacchetta magica di Harry Potter o il libro di magia con tutti gli incantesimi conosciuti e non.

L'idea magica è un'idea potenziale, è un sogno che non si può concretizzare: quello che possiamo fare, è cercare di andarci più vicino possibile.

L'idea magica perfetta è sia il nostro punto di partenza che in un certo senso la nostra destinazione.

Il nostro lavoro è quello di partire da questa idea e poi trasformarla in una soluzione creativa.

C'è differenza tra soluzione e soluzione creativa? Direi proprio di sì.

La soluzione creativa è una soluzione che risponde a tutte queste quattro caratteristiche:

  • pratica

  • interessante

  • efficace

  • realizzabile


L'idea magica non si trasforma da sola in soluzione creativa, ma grazie ad una serie di strumenti di problem solving e solution finding, il cammino è tutto in discesa.

sabato 23 febbraio 2008

La creatività: uno sguardo da vicino

Per centinaia di anni l'uomo ha accettato passivamente l'affermazione: "o si è creativi e fantasiosi, o si è razionali e concreti".

La creatività era quindi considerata come una specie di talento innato o di una abilità soprannaturale: o la possiedi oppure non la possiedi.

Fortunatamente, il progresso e l'evoluzione della conoscenza scientifica e delle tecniche di ricerca, hanno permesso di arrivare ad una serie di scoperte in sequenza che hanno portato all'attuale definizione della creatività.

Oggi possiamo quindi affermare che la creatività è

  • una abilità

  • una caratteristica del pensiero

  • è il patrimonio di ogni individuo

  • possiede modalità specifiche di funzionamento


La creatività può essere appresa, sviluppata, potenziata e comunicata.

Tutti siamo creativi, ma non allo stesso modo: alcuni di noi prediligono lo strumento verbale, altri preferiscono scrivere, altri ancora si esprimono con la musica o la grafica.

Alcuni si sentiranno più orientati verso la generazione di qualcosa di nuovo, altri saranno più interessati a migliorare un oggetto esistente, altri si sentiranno a loro agio nel campo dell'immaginario e così via.

Cosa possiamo quindi fare con la creatività? A cosa ci serve? Dove possiamo applicarla?

L'uomo quotidianamente si chiede centinaia di volte "che cos'è?" e grazie alle domande che si è posto, ha saputo comprendere il mondo in cui vive e ha trovato le risposte.

Più di recente si è scoperto che c'è una domanda molto più interessante che spesso affiora nelle nostre menti: "come posso fare per cambiarlo?".

E' questo l'approccio nuovo che ci permette di affrontare le sfide trovando soluzioni innovative.

E' proprio grazie alla creatività che siamo in grado di rispondere a questa domanda:

  • possiamo produrre idee, soluzioni, applicazioni

  • possiamo migliorare la nostra vita e il mondo in cui viviamo


Dopo aver risposto tantissime volte alla domanda "che cos'è?", siete pronti adesso per cimentarvi con "come posso fare per cambiarlo?"

mercoledì 20 febbraio 2008

Marketing & Creatività

Il marketing tradizionale sta perdendo colpi.

Tutte le soluzioni classiche di promozione e advertising sono state provate e riprovate in tutte le salse.

Anche il mondo Internet è stato contagiato da questa "malattia": i formati dei banner cambiano, la sostanza rimane la stessa.

Ci vuole qualcosa di diverso, innovativo, una vera novità: un nuovo approccio al prodotto, un nuovo modo di comunicare con i potenziali Clienti.

Voglio spingermi oltre, c'è bisogno di un'idea geniale, e se sono due, ancora meglio.

La logica ci aiuta poco e replicare soluzioni sperimentate in passato in casi simili, non possono di sicuro portare una ventata di aria fresca.

Il marketing è morto?
Quello tradizionale sì!

Quando il noto e conosciuto è stato utilizzato fino a stancare, bisogna cambiare totalmente approccio, innovare e creare da zero.

Per creare serve la creatività.

Utilizziamo la creatività nel modo corretto e avremo soluzioni che lasciano a bocca aperta clienti e utenti finali.

Chi pensa che il marketing sia solo una questione di numeri e che la creatività sia solo una "cosa per creativi" è totalmente fuori strada.

La creatività serve al marketing per cambiare marcia, per accelerare, per bruciare la concorrenza e vincere con un distacco netto.

La creatività, ad esempio, ci permette di prendere due idee di partenza entrambe superate e di combinarle in un modo nuovo per ottenere una soluzione nuova e vincente.

La creatività ci permette di prendere una strada del tutto inesplorata e di vedere dove ci porta: giunti a destinazione troveremo un tesoro inaspettato.

La creatività ci dà un'ulteriore certezza: l'unicità della nostra soluzione arricchita da un ventaglio di enne possibili altre idee tutte da percorrere.

lunedì 18 febbraio 2008

L'esperienza del facilitatore

Attualmente non esiste un percorso formativo per i facilitatori, ma come abbiamo detto in un nostro precedente articolo, anche i percorsi di training per i formatori esperienziali sono davvero pochi.

Il facilitatore ha un ruolo diverso rispetto al formatore esperienziale.

Il suo compito non è quello di formare delle persone o di far loro modificare atteggiamenti o comportamenti.

Il suo ruolo è quello di condurre il gruppo verso un obiettivo fornendo strumenti, applicando tecniche, incoraggiando, frenando, indirizzando.

Avete presente il marinaio che governa la sua nave? Sono il vento e le correnti che la spingono, ma è lui che decide la direzione, che mantiene la rotta, che sceglie il porto dove attraccare.

Il facilitatore controlla che la direzione sia quella giusta e interviene solo per correggere la rotta: si occupa quindi di stimolare il gruppo e suggerisce modi per farlo uscire dalle eventuali secche o evitare che finisca sugli scogli.

Quali sono le qualità richieste ad un facilitatore?

Tutte quelle richieste ad un formatore esperienziale con in più una visione sistemica e una conoscenza ampia del contesto nel quale è chiamato a intervenire.

Il facilitatore assomiglia molto all'uomo del Rinascimento dotato di competenze psicologiche di gestione delle dinamiche di gruppo, capacità di animazione e di public speaking, sensibilità ed empatia, maturità personale ed esperienza maturata nel mondo dell'impresa, capacità di ascolto e di sintesi, curiosità, un buon metodo, un buon background tecnologico e culturale e soprattutto capacità di gestire l'angoscia dell'ignoto.

Come avete potuto vedere, qui ricompare l'analogia con il nostro marinaio.

Non esistono scuole per diventare bravi marinai.

E' necessario imbarcarsi, solcare il mare, affrontare il vento, vincere la paura di un territorio sconosciuto, confidare nelle stelle e... credere che là, da qualche parte, c'è la terra.

Davide & Gianni

domenica 17 febbraio 2008

Il creative problem solving

Cos'è il Creative Problem Solving (CPS)?

Per rispondere a questa domanda utilizzo ladefinizione tratta dal sito CreaConference

Il Creative Problem Solving è un metodo sperimentato per affrontare un problema o una sfida in modo immaginativo e innovativo. È uno strumento che aiuta le persone a ri-definire i problemi che si presentano, trovare idee innovative e poi mettere in pratica tali idee con lo stesso spirito innovativo.

Una nota educatrice e utilizzatrice di CPS, Ruth Noller, descrive il Creative Problem Solving come la somma delle sue parti:
  • Creative significa avere un elemento di novità, di innovazione e rilevanza.

  • Problem include ogni situazione che presenta una sfida, offre un'opportunità o contiene un dubbio, un ostacolo.

  • Solving significa escogitare modi per rispondere, chiarire o risolvere il problema. Significa anche adattare se stessi alla situazione o adattare la situazione a se stessi.



Il creative problem solving è un metodo che non si limita a trovare una soluzione al problema, ma centinaia.

L'applicazione di una sessione di creative problem solving, non genera 2 o 3 soluzioni tra cui scegliere, ma centinaia.

Come scegliere poi le soluzioni migliori? E' sempre il metodo del creative problem solving che fornisce tecniche e strumenti per pesarle, valutarle, catalogarle e ordinarle attraverso molteplici criteri.

E' un metodo che vede come parte integrante del processo il personale del Cliente e il nostro ruolo è di facilitatori: facilitiamo lo staff del cliente a trovare soluzioni al suo problema.

Il facilitatore stimola e facilita, ma non consiglia, non è infatti un consulente.

Il compito del facilitatore è quello di individuare il problema, di aiutare il cliente a definirlo o ri-definirlo, a impregnarsene per comprenderlo a fondo.

Attraverso il processo del creative problem solving, guida infine il cliente alla ricerca delle soluzioni.