mercoledì 30 aprile 2008

135 idee in 5 minuti

Una ricetta vincente: Creative Thinking in Action

  • Un gruppo di 18 persone
  • Una buona dose di lingua inglese
  • 5 minuti per le presentazioni
  • 10 minuti per scaldare il gruppo
  • 20 minuti per spiegare e far sperimentare le regole di divergenza
  • 5 minuti per spiegare il brainwriting
  • 5 minuti per generare ben 135 idee
  • Tempo complessivo 45 minuti

Ed ecco a voi il risultato finale



Davide & Gianni

lunedì 21 aprile 2008

Game & Food: the challenge

Missione compiuta.

Il nostro workshop Game & Food: the challenge a Sestri è stato un vero successone.

Attraverso il gioco e la formazione esperienziale abbiamo fatto toccare con mano cosa sia veramente la negoziazione e soprattutto la negoziazione efficace.

Ecco qua alcune foto:









A presto...

Davide

domenica 13 aprile 2008

Pensiamo SMART

Chiunque si occupi di marketing, project management e di problem solving prima o poi dovrebbe incappare nell'acronimo SMART.

In realtà, le persone che conoscono cosa significhi non sono così tante come ci si aspetta; me ne rendo conto anch'io durante i miei corsi che quando vado a fare consulenza in azienda.

Per cui, cosa significa SMART?

Questo acronimo è stato creato dal Guru del Business Peter Drucker nel suo libro del 1954 "The practice of Management". in cui ha parlato in dettaglio del Management by Objectives (pianificare e gestire gli obiettivi) e ha introdotto il metodo SMART per controllare la validità degli obiettivi.

L'acronimo quindi significa

S => Specific (specifico)
M => Measurable (misurabile)
A => Achievable (attuabile)
R => Realistic (realistico)
T => Time-related (entro quando?)

Quando pensate di avere in mano una soluzione ad un problema o ad una sfida, provate a passarla al vaglio del metodo SMART: se non passa l'esame, lavorate sui punti deboli per migliorarla e poi... quando è finalmente inattaccabile, è il momento di metterla in pratica.

Ricordatevi anche che questo strumento funziona quando gli obiettivi sono ben chiari... Come fare per individuare gli obiettivi o meglio ancora quelli nascosti? In questo ci viene in aiuto il metodo del creative problem solving che attraverso le sei fasi, ci guida fino quasi all'obiettivo...

Davide

domenica 6 aprile 2008

CreaConference.com

E' ormai iniziato il conto alla rovescia per l'inizio di CreaConference 2008: il 16 aprile si aprono le danze e vengono aperte le porte alla creatività accompagnata da innovazione, leadership e teambuilding.

Nella magica atmosfera di Sestri Levante, oltre 250 persone, 60 leader internazionali, 30 nazioni si incontrano per condividere esperienze, scambiare idee e tecniche, esplorare nuovi metodi e ovviamente esplorare la creatività.

Gli argomenti trattati sono veramente tanti, giusto per citarne alcuni:

  • realizzare con profitto le proprie idee
  • trasformare il pensiero in innovazione reale
  • espandere la creatività e applicarla sul lavoro
  • diventare esperti di nuove tecniche creative
  • gestire con efficacia i team di lavoro e i gruppi
  • rinviare il giudizio
  • migliorare le proprie qualità nella leadership


Fanno cornice a questi macro argomenti tantissimi altri workshop tra cui anche Game & food: the challenge tenuto da me e Gianni Clocchiatti sul tema della negoziazione.

Siete ancora in tempo per iscrivervi alla conferenza e non perdere quest'occasione unica in Italia.

Cosa aspettate?

sabato 29 marzo 2008

Effetto creatività

Nelle aziende c'è sempre bisogno di trovare soluzione a problemi o di migliorare una situazione esistente.

In ogni caso si parte da una sfida iniziale, si analizzano i dati, si cerca di trovare una soluzione attraverso un processo e infine si arriva ad una soluzione.

Lo schema qui sotto mostra in maniera abbastanza semplice questo flusso.



Se partendo dalla stessa sfida si cerca di risolvere il problema utilizzando la creatività?

Ecco nello schema sottostante cosa succede:



Direi che il grafico si commenta da solo...

Perchè accontentarsi di una soluzione standard, semplice, banale e scontata, quando possiamo puntare ad una soluzione innovativa, rivoluzionaria e vincente?

Coraggio, usiamo la creatività.

Davide

lunedì 17 marzo 2008

Dall'idea alla soluzione

Molti manager pensano che basti avere un'idea magnifica per sfondare e avere successo.

Se sfogliamo il libro delle idee troviamo migliaia di idee tutte in apparenza magnifiche, straordinarie... ma quante di queste idee si sono rivelate poi realmente vincenti? Quante sono state realmente realizzate? Quante si sono trasformate in casi di successo?

Poche, anzi pochissime.

Le idee di per sé sono inutili; per essere efficaci devono essere inserite in un progetto che ha un obiettivo ben preciso: devono far parte di un piano d'azione.

Sicuramente cercare nuove idee per affrontare un problema è un atteggiamento che fa parte del processo di innovazione.

Solo dall'incontro tra idea e piano d'azione può nascere un vero e proprio cambiamento.

Le aziende tengono però a innovare procedendo per tentativi, sbagliando e correggendo il tiro: questa non è innovazione, ma solo sperare di avere fortuna.

Oggi, la chiave del successo per un'azienda è rappresentata in massima parte dalla competitività: per essere competitivi bisogna essere innovativi e per essere innovativi bisogna essere creativi.

La creatività può essere usata in molteplici fasi del ciclo economico aziendale: ad esempio quando è necessario individuare nuovi trend di mercato o bisogni emergenti, oppure a supporto del marketing o delle campagne pubblicitarie.

In quest'ottica i risultati che si possono ottenere sono incredibili e costituiscono la vera chiave che apre le porte dell'innovazione e del successo.

Cosa stiamo aspettando? Non ci resta che spingere la crescita e lo sviluppo della creatività individuale all'interno delle nostre aziende.

sabato 8 marzo 2008

Dalla logica alla creatività

Nel nostro cervello le informazioni viaggiano attraverso una rete di neuroni collegati tra loro.

Quando le informazioni si muovono lungo uno stesso percorso che si ripete con una certa frequenza, si forma un vero e proprio sentiero.

Il nostro apprendimento funziona proprio in questo modo: tutto quello che impariamo o che "mandiamo a memoria" traccia un percorso ben definito nella nostra rete di neuroni.

In questo modo, la nostra attività quotidiana, la routine è una vera e propria passeggiata.

Quanto ci mettete a calcolare quanto fa 11x11? Quando ci mettevate quando avevate 8 o 9 anni?

E quanto ci mettete adesso a fare dei conti anche apparentemente banali, ma che non fate più a mente perché usate il computer o la calcolatrice?

Questi esempi, ma se ne potrebbero fare a migliaia, evidenziano come la "forza delle abitudini" e le nozioni imparate e fatte proprie giochino un ruolo fondamentale nel nostro comportamento quotidiano.

Quello che abbiamo appena descritto rientra nell'ambito del pensiero logico.

Normalmente tutto questo si traduce in una serie di vantaggi pratici nella vita di tutti i giorni.

Purtroppo però questa rigidità impedisce l'esplorazione di sentieri nuovi.
Questo significa non solo una scarsa propensione al cambiamento delle abitudini e del modo di pensare, ma spesso anche una limitazione nelle capacità di risoluzione di un problema.

La logica può inoltre essere ingannata, fuorviata, deviata; non solo, molto spesso la logica è limitata.

Immaginate di seguire una strada e di trovare improvvisamente un masso sulla strada che non vi permette di andare oltre. La logica vi direbbe, non c'è problema, torniamo indietro, troveremo un altro modo per arrivare a destinazione.

E se bastasse semplicemente fermarsi un attimo e trovare un modo per
a) aggirare il masso
b) spostare il masso

Quando iniziamo a pensare a queste due nuove opzioni, la logica non è di alcun aiuto.

La soluzione non la sappiamo, ma possiamo arrivarci, basta iniziare a cercarla, ma dove? Altrove usando il pensiero creativo e la creatività.

La creatività ci permette infatti di cambiare punto di vista, di riformulare la sfida o ridefinire la situazione.

Per il pensiero creativo la sfida è molto più complessa perché deve agire su due fronti: da una parte deve lavorare per produrre nuove idee, dall'altra deve "combattere" il pensiero logico che non è possibile disattivare e che continua a ostacolare il lavoro creativo cercando di riportare il contesto verso situazioni note e modelli conosciuti.

Per produrre nuove idee, risolvere sfide mai viste prima, bisogna quindi riuscire a rompere gli schemi esistenti e per riuscirci si deve "ingannare" il pensiero logico.

Come fare? Beh questa abilità è proprio alla base della professione e delle esperienze del Facilitatori.

Davide & Gianni